Proteine: perché oggi le raccomandazioni non sono più le stesse (e cosa significa per chi si allena)

Negli ultimi anni le proteine sono passate da semplice macronutriente “strutturale” a protagonista assoluto della nutrizione moderna. Basta guardare qualsiasi scaffale o social: yogurt proteici, barrette, pasta “high protein”, diete iperproteiche proposte come soluzione universale.

Eppure, mentre il mercato semplifica, la scienza sta facendo esattamente l’opposto: sta complicando.

Oggi non esiste più una risposta unica alla domanda “quante proteine servono?”. E il motivo è semplice: quella domanda, così formulata, è sbagliata.

 

Il punto chiave: non esiste un fabbisogno proteico universale

Le raccomandazioni classiche (circa 0.8 g/kg/die) nascono con un obiettivo preciso: evitare carenze nella popolazione generale.

Non sono state pensate per:

  • ottimizzare la composizione corporea
  • massimizzare la performance
  • gestire il recupero da allenamenti intensi

Questo è il primo fraintendimento.

Quando oggi si leggono indicazioni più alte (1.2–1.6 g/kg, a volte anche oltre), non si tratta di un “aggiornamento” delle vecchie linee guida, ma di un cambio di contesto.

Si sta parlando di altro.

Atleti e soggetti attivi: perché più proteine hanno senso

Su questo punto, le evidenze sono ormai piuttosto solide.

In soggetti allenati o fisicamente attivi, un intake proteico più elevato è associato a:

  • maggiore sintesi proteica muscolare
  • miglior mantenimento della massa magra in deficit calorico
  • recupero più efficiente
  • adattamenti più favorevoli all’allenamento

In questi contesti, un range tra 1.4 e 2.0 g/kg/die è ampiamente supportato dalla letteratura, con variazioni legate a:

  • volume e intensità dell’allenamento
  • stato energetico (normocalorica vs ipocalorica)
  • esperienza dell’atleta

Qui è importante essere chiari:
👉 non è un eccesso, è un adattamento funzionale.

Ridurre il fabbisogno proteico dell’atleta a quello della popolazione generale è, semplicemente, un errore di contesto.

 

Il problema nasce quando si generalizza

Quello che oggi succede spesso è questo:

  • dati validi per atleti →
  • trasferiti alla popolazione generale →
  • trasformati in raccomandazioni universali

Ma un soggetto sedentario non ha le stesse esigenze di:

  • un atleta di forza
  • un endurance athlete
  • un individuo in deficit calorico

In assenza di uno stimolo allenante significativo, l’aumento proteico produce benefici molto più limitati.

Non nulli, ma sicuramente meno rilevanti.

 

Proteine e sazietà: un vantaggio reale (ma spesso sovrastimato)

Uno degli argomenti più usati a favore delle diete iperproteiche è la maggiore sazietà.

È vero.

Un intake proteico più alto può:

  • ridurre la fame
  • migliorare l’aderenza alla dieta
  • facilitare il controllo calorico

Ma anche qui serve contesto:

👉 non è una “scorciatoia metabolica”
👉 funziona all’interno di un bilancio energetico controllato

In altre parole: le proteine aiutano, ma non sostituiscono la struttura della dieta.

Il nodo più interessante: proteine e longevità

Qui la questione si fa più complessa, e meno definitiva.

Da un lato:

  • un adeguato intake proteico è fondamentale per preservare massa muscolare con l’età (sarcopenia)

Dall’altro:

  • alcuni modelli teorici e dati epidemiologici suggeriscono che un’elevata assunzione proteica, soprattutto in età adulta precoce, possa essere associata a:
    • maggiore attivazione di pathway anabolici (es. mTOR, IGF-1)
    • possibili implicazioni sulla longevità

Attenzione:
non stiamo parlando di evidenze conclusive, ma di un trade-off biologico plausibile.

Ed è qui che emerge un punto spesso ignorato:

👉 il fabbisogno proteico non è statico nel corso della vita.

  • giovane attivo → focus su performance e adattamento
  • adulto sedentario → equilibrio
  • over 60 → prevenzione perdita muscolare (con fabbisogni che tornano ad aumentare)

 

L’errore più comune oggi

L’errore non è mangiare “troppe proteine”.

L’errore è non sapere perché lo si sta facendo.

Seguire intake elevati perché:

  • “lo fanno tutti”
  • “è più sano”
  • “aiuta a dimagrire”

senza considerare:

  • livello di attività
  • obiettivi
  • contesto metabolico

porta a strategie poco efficienti, anche quando non dannose.

 

Una sintesi utile (senza trasformarla in prescrizione)

Semplificando:

  • Sedentari o poco attivi → ~0.8–1.0 g/kg
  • Attivi / fitness generale → ~1.2–1.6 g/kg
  • Atleti / alta intensità / deficit calorico → ~1.6–2.0+ g/kg

Non sono numeri “giusti in assoluto”, ma range contestuali.

 

Conclusione

La domanda non è più “quante proteine servono”.

La domanda corretta è:

👉 quante proteine servono a te, per quello che stai facendo?

Nel momento in cui cambia l’obiettivo, cambia anche il fabbisogno.

E questo non è un segno di confusione nella scienza.
È, al contrario, un segno di maggiore precisione.

 

Riferimenti essenziali

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  • European Food Safety Authority Dietary Reference Values for protein
  • American College of Sports Medicine Nutrition and Athletic Performance
  • Morton RW, Murphy KT, McKellar SR, Schoenfeld BJ, Henselmans M, Helms E, Aragon AA, Devries MC, Banfield L, Krieger JW, Phillips SM. A systematic review, meta-analysis and meta-regression of the effect of protein supplementation on resistance training-induced gains in muscle mass and strength in healthy adults. Br J Sports Med. 2018 Mar;52(6):376-384. doi: 10.1136/bjsports-2017-097608. Epub 2017 Jul 11. Erratum in: Br J Sports Med. 2020 Oct;54(19):e7. doi: 10.1136/bjsports-2017-097608corr1. PMID: 28698222; PMCID: PMC5867436.
  • Levine ME, Suarez JA, Brandhorst S, Balasubramanian P, Cheng CW, Madia F, Fontana L, Mirisola MG, Guevara-Aguirre J, Wan J, Passarino G, Kennedy BK, Wei M, Cohen P, Crimmins EM, Longo VD. Low protein intake is associated with a major reduction in IGF-1, cancer, and overall mortality in the 65 and younger but not older population. Cell Metab. 2014 Mar 4;19(3):407-17. doi: 10.1016/j.cmet.2014.02.006. PMID: 24606898; PMCID: PMC3988204.
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  • Marafie SK, Al-Mulla F, Abubaker J. mTOR: Its Critical Role in Metabolic Diseases, Cancer, and the Aging Process. Int J Mol Sci. 2024 Jun 2;25(11):6141. doi: 10.3390/ijms25116141. PMID: 38892329; PMCID: PMC11173325.

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