Manubri vs Kettlebell: differenze reali e il ruolo della presa

Nel mondo della preparazione fisica, manubri e kettlebell vengono spesso considerati intercambiabili. In fondo, “sono pesi”.
Ma fermarsi a questa lettura significa perdere il punto centrale: non è il carico a cambiare, è il modo in cui il corpo è costretto a organizzarsi per gestirlo.

Quando si entra nel dettaglio di biomeccanica, attivazione muscolare e controllo motorio, emergono differenze profonde. E, sorprendentemente, una delle variabili più sottovalutate è proprio quella più semplice: la presa.

Il vero spartiacque: il centro di massa

La differenza più importante tra manubrio e kettlebell è strutturale:

  • Manubrio → centro di massa allineato con la mano
  • Kettlebell → centro di massa decentrato rispetto all’impugnatura

Questo genera un effetto immediato:
il kettlebell introduce un momento torcente costante, che obbliga il sistema neuromuscolare a lavorare di più per stabilizzare.

Studi su esercizi di spinta mostrano come proprio questa differenza possa aumentare l’attivazione muscolare complessiva. In alcune condizioni, l’uso del kettlebell porta a un’attività maggiore di diversi muscoli del cingolo scapolare rispetto al manubrio, proprio per la diversa posizione del carico.

Non è solo forza: è il tipo di movimento

Manubri → traiettorie lineari

  • movimenti più controllabili
  • maggiore isolamento
  • più adatti a lavoro analitico

Kettlebell → traiettorie balistiche

  • movimenti curvilinei e pendolari
  • integrazione tra catene muscolari
  • forte componente coordinativa

Lo swing è l’esempio perfetto: non è un sollevamento, ma un movimento balistico ciclico.

Uno studio di riferimento mostra:

  • attivazione fino all’80% MVC dei glutei
  • circa 3200 N di compressione lombare
  • cicli di attivazione–rilassamento rapidi tipici dei gesti atletici

Questo pattern è molto più vicino a sprint, salto o cambio di direzione rispetto a un esercizio tradizionale con manubri.

Attivazione muscolare: differenze sottili ma decisive

Se si confrontano esercizi simili (es. overhead press), le differenze non sono sempre enormi in termini di muscoli “principali”.

Alcuni studi mostrano risultati simili tra manubri e kettlebell a carico uguale, ma con una tendenza a maggiore attivazione complessiva nel kettlebell.

Il dato interessante emerge quando si introduce instabilità:

  • il kettlebell bottom-up aumenta l’attivazione di stabilizzatori come serrato anteriore e trapezio inferiore

👉 Non cambia solo quanto muscolo lavora, ma come lavora.

Swing, snatch e i “classici” del kettlebell

I movimenti fondamentali del kettlebell (swing, clean, snatch) non sono esercizi qualsiasi:

  • sono balistici
  • sono ciclici
  • richiedono timing preciso

Lo swing allena:

  • catena posteriore
  • produzione rapida di forza (RFD)
  • coordinazione tra accelerazione e rilassamento

Lo snatch aggiunge:

  • maggiore escursione
  • maggiore richiesta coordinativa
  • componente metabolica elevata

In altre parole:

  • lo swing costruisce la base
  • lo snatch costruisce il sistema

 

La presa: il vero “game changer”

Presa nel manubrio

  • stabile
  • prevedibile
  • allineata all’asse del carico

Presa nel kettlebell

  • più instabile
  • soggetta a rotazioni
  • con leva sfavorevole

Questa differenza comporta:

  • maggiore attivazione dei flessori dell’avambraccio
  • coinvolgimento dei muscoli intrinseci della mano
  • incremento della richiesta propriocettiva

Non è un caso che il lavoro con kettlebell migliori spesso la grip strength anche senza lavoro specifico.

 

Una variazione pratica: la presa FITforIN

In questo contesto si inserisce una scelta operativa nata prima nei miei allenamenti personali e poi trasferita al lavoro con gli atleti. Ho iniziato a utilizzare il kettlebell afferrando direttamente la sfera, invece della maniglia, ogni volta che questa variante risultava funzionale agli effetti ricercati nell’esercizio.

La variante a due mani

Nella variante a due mani della presa, che ho iniziato a chiamare presa FITforIN, entrambe le mani avvolgono completamente la parte sferica del kettlebell, mantenendo un contatto pieno e continuo di palmo e dita.
In questa configurazione:

  • una mano si inserisce nello spazio tra la maniglia e la sfera: non afferra la maniglia, ma utilizza quello spazio solo per ottenere un angolo di appoggio più favorevole, aderendo comunque alla superficie sferica
  • l’altra mano avvolge la sfera dal lato opposto, sostenendola nella zona inferiore, quella che normalmente poggia a terra

Il risultato è una presa globale, stabile e distribuita, che trasforma il kettlebell in un attrezzo “a palla”, aumentando stimoli propriocettivi e controllo fine.

Questa presa ibrida è meno vantaggiosa meccanicamente, ma molto più ricca dal punto di vista propriocettivo.
Richiede un controllo fine continuo, aumenta il lavoro dei muscoli intrinseci della mano e degli stabilizzatori del polso, e in diversi esercizi risulta sorprendentemente vicina alle esigenze dei cestisti.

Non si tratta di una variante codificata o presente in letteratura, ma di una soluzione nata da un’esigenza pratica: avvicinare il lavoro di forza alla realtà della presa della palla.

 

Perché introdurre questa variante

Osservando il gesto sportivo, emerge una discrepanza evidente:

  • in sala pesi → presa cilindrica (bilancieri, manubri, maniglie)
  • nello sport → presa sferica, instabile, adattativa

Da qui l’idea di modificare il vincolo.

 

Cosa cambia davvero (analisi pratica)

  1. Tipo di presa

Da:

  • presa a uncino → efficiente e “forte”

A:

  • presa globale → distribuita su tutta la mano

👉 maggiore coinvolgimento dei muscoli intrinseci

  1. Richiesta neuromuscolare

L’assenza della maniglia:

  • riduce il vantaggio meccanico
  • aumenta la richiesta di controllo attivo

👉 il carico “sfugge” se non viene gestito in modo continuo

  1. Stabilità del polso e dell’avambraccio

Aumento evidente del lavoro di:

  • stabilizzatori del polso
  • controllo fine dell’avambraccio

In alcuni esercizi, la limitazione non è più il muscolo target, ma la capacità di stabilizzare il carico.

  1. Trasferibilità sportiva

Nel basket emergono adattamenti interessanti:

  • migliore controllo della palla in condizioni di contatto
  • maggiore capacità di assorbire perturbazioni
  • incremento della coordinazione mano–polso–gomito

Applicazioni pratiche

La presa FITforIN può essere integrata in diversi contesti dell’allenamento con kettlebell, soprattutto quando l’obiettivo è aumentare la richiesta propriocettiva, il controllo fine della mano o la stabilità del polso.
È particolarmente utile nelle varianti in cui il kettlebell viene tenuto vicino al corpo o utilizzato come “punto di contatto” per guidare un movimento, trasformandolo di fatto in un attrezzo a presa sferica.

In queste situazioni, il carico assoluto tende a ridursi, ma la densità dello stimolo neuromuscolare aumenta in modo significativo.
La scelta di quando utilizzarla dipende dal tipo di adattamento ricercato: maggiore stabilità, maggiore controllo, oppure una migliore trasferibilità verso gesti sportivi che richiedono manipolazione di oggetti instabili, come la palla nel basket.

 

Esistono evidenze dirette?

Per quanto ne so, ad oggi non esistono studi specifici su questa variante.
Tuttavia, il razionale è coerente con concetti consolidati:

  • specificità del gesto
  • irradiazione (Sherrington)
  • maggiore attivazione stabilizzatrice in condizioni di instabilità

👉 L’obiettivo non è creare nuovi esercizi, ma modificare i vincoli per orientare l’adattamento.

 

Conclusione

Alcune soluzioni nascono dai dati, altre dall’esperienza.
Quando iniziano a convergere, emergono quelle scelte che vale davvero la pena approfondire.

 

 

 

📚 Riferimenti bibliografici

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