Negli ultimi anni farmaci come Ozempic, Wegovy e Mounjaro hanno rivoluzionato il trattamento dell’obesità e del sovrappeso, permettendo a molte persone di ottenere riduzioni di peso importanti e difficili da raggiungere con le sole modifiche dello stile di vita.
Parallelamente, però, è emerso un dibattito che continua ad alimentare discussioni tra medici, ricercatori e professionisti della salute: il dimagrimento ottenuto con gli agonisti del recettore GLP-1 comporta anche una perdita significativa di massa muscolare?
La questione merita attenzione perché il muscolo non è soltanto una componente estetica. La sua presenza è strettamente collegata al metabolismo, alla forza, alla mobilità e alla capacità di mantenere autonomia e qualità della vita con il passare degli anni.
Da dove nasce il timore della perdita muscolare?
I farmaci della classe GLP-1 agiscono soprattutto riducendo l’appetito e aumentando il senso di sazietà. Molte persone assumono spontaneamente meno calorie e, di conseguenza, perdono peso.
Quando il peso corporeo diminuisce, però, il corpo non utilizza esclusivamente il grasso come fonte di energia. Una parte della riduzione riguarda anche acqua, glicogeno e tessuti appartenenti alla cosiddetta massa magra.
Le prime analisi sulla composizione corporea dei pazienti trattati con semaglutide e tirzepatide hanno evidenziato proprio questo fenomeno. Da qui è nata l’idea, spesso amplificata sui social media, che questi farmaci possano “consumare” il muscolo.
La realtà, tuttavia, è meno semplice di quanto possa sembrare.
Massa magra e massa muscolare non sono la stessa cosa
Uno degli equivoci più diffusi riguarda la sovrapposizione tra massa magra e massa muscolare.
Quando esami come la DEXA mostrano una riduzione della massa magra, il dato comprende diversi compartimenti corporei: acqua, glicogeno, tessuti connettivi, organi e muscolo scheletrico.
Per questo motivo non è corretto interpretare automaticamente una diminuzione della massa magra come una perdita equivalente di muscolo funzionale.
Alcuni studi suggeriscono inoltre che parte delle variazioni osservate possa essere legata alla riduzione del grasso infiltrato nel tessuto muscolare, una condizione frequente nelle persone con obesità. In questi casi la qualità del muscolo può migliorare anche se il volume complessivo diminuisce.
Cosa indicano le ricerche più recenti
Le evidenze disponibili mostrano che circa il 20-30% del peso perso durante il trattamento con agonisti GLP-1 proviene dalla massa magra.
Considerato isolatamente, il dato può apparire allarmante. In realtà percentuali simili vengono osservate anche nei programmi di dimagrimento tradizionali basati sulla restrizione calorica.
Le analisi più recenti confermano che la maggior parte del peso perso deriva dal tessuto adiposo e che il rapporto tra perdita di grasso e perdita di massa magra rimane generalmente favorevole.
Dal punto di vista clinico, questo significa che la composizione corporea tende a migliorare, soprattutto nei soggetti con obesità o accumulo eccessivo di grasso viscerale.
Conta più la funzione del muscolo che il suo peso
Valutare la salute muscolare esclusivamente attraverso i chilogrammi può essere fuorviante.
Oggi molti specialisti ritengono più utile osservare parametri come forza, capacità di movimento, equilibrio e performance fisica complessiva. Un muscolo meno voluminoso ma efficiente può garantire risultati migliori rispetto a un muscolo più grande ma compromesso dalla presenza di grasso e da una scarsa funzionalità.
Finora non sono emerse prove convincenti che dimostrino un peggioramento generalizzato della funzione muscolare nelle persone trattate con farmaci GLP-1. Al contrario, la riduzione del peso corporeo si associa spesso a una maggiore mobilità e a una migliore tolleranza all’attività fisica.
Chi deve prestare maggiore attenzione?
Il rischio di perdere massa muscolare non è identico per tutti.
Alcune categorie risultano più vulnerabili, in particolare gli anziani, le persone già affette da sarcopenia, i soggetti sedentari, chi segue diete molto restrittive o assume quantità insufficienti di proteine e i pazienti con patologie croniche debilitanti.
In queste situazioni può essere utile monitorare periodicamente composizione corporea, forza muscolare e stato nutrizionale durante il percorso terapeutico.
Per la maggior parte degli adulti con sovrappeso o obesità, invece, il bilancio complessivo tra benefici e rischi rimane ampiamente favorevole.
Allenamento di forza: il vero alleato durante il dimagrimento
Tra tutti i fattori che influenzano il mantenimento del muscolo, l’allenamento contro resistenza è probabilmente il più importante.
Numerosi studi mostrano che le persone che continuano ad allenarsi con pesi, macchine o esercizi a corpo libero preservano meglio la massa muscolare durante la perdita di peso.
Il motivo è semplice: il muscolo necessita di uno stimolo costante per mantenersi. Quando il corpo riceve un segnale meccanico adeguato, tende a conservare maggiormente il tessuto muscolare anche in presenza di un deficit calorico.
Per questo motivo l’attività di forza viene oggi considerata una componente essenziale dei programmi terapeutici che includono farmaci GLP-1.
L’importanza dell’apporto proteico
Anche l’alimentazione gioca un ruolo decisivo.
La riduzione dell’appetito indotta dai farmaci può portare alcune persone a consumare quantità di cibo molto inferiori al necessario. Se l’introito proteico diventa insufficiente, aumentano le probabilità di perdere massa magra durante il dimagrimento.
Le esigenze individuali variano in base a età, attività fisica e condizioni cliniche, ma il principio resta lo stesso: durante una fase di perdita di peso è fondamentale garantire un apporto adeguato di proteine per favorire il mantenimento del muscolo.
Esiste davvero un rischio di sarcopenia?
Il termine sarcopenia viene spesso utilizzato in modo improprio.
La diagnosi non si basa soltanto sulla riduzione della massa muscolare, ma richiede anche un calo della forza e della funzionalità fisica.
Le conoscenze attuali suggeriscono che il rischio sia maggiore nelle persone già fragili prima dell’inizio della terapia. Al momento, invece, non esistono evidenze solide che mostrino un aumento generalizzato dei casi di sarcopenia tra i pazienti trattati con agonisti del recettore GLP-1.
La domanda corretta da porsi
Concentrarsi esclusivamente sulla quantità di muscolo persa rischia di offrire una visione parziale del problema.
L’aspetto più importante è capire se la salute complessiva del paziente migliora oppure no.
Nella maggior parte degli studi i benefici osservati includono una riduzione del grasso viscerale, un miglior controllo della glicemia, valori pressori più favorevoli e una migliore qualità della vita. Sono risultati che, per molti pazienti, hanno un impatto clinico ben superiore alla modesta perdita di massa magra che può accompagnare il dimagrimento.
Conclusione
Le attuali evidenze scientifiche non supportano l’idea che Ozempic, Wegovy o Mounjaro provochino una distruzione significativa della massa muscolare nella maggior parte dei pazienti.
Come accade con qualsiasi percorso di perdita di peso, una quota della riduzione ponderale coinvolge anche la massa magra. Tuttavia, il fenomeno appare sostanzialmente comparabile a quello osservato con altre strategie dimagranti.
La differenza, più che nel farmaco, sembra risiedere nel modo in cui viene affrontato il percorso. Attività fisica regolare, allenamento di forza, alimentazione adeguata e monitoraggio clinico rappresentano gli strumenti più efficaci per preservare il muscolo e ottenere il massimo beneficio dal trattamento.
In altre parole, il farmaco può facilitare il dimagrimento, ma non sostituisce gli elementi fondamentali che determinano un reale miglioramento dello stato di salute.
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