Effetti della preparazione precampionato sugli indici fisiologici e biochimici nei giocatori di basket: una review sistematica
Introduzione
La fase di pre-season nel basket è un momento cruciale per costruire le basi fisiche e tecniche che sosterranno la stagione agonistica. Questa fase è caratterizzata da un carico di lavoro elevato, spesso superiore a quello tipico della stagione regolare, con l’obiettivo di migliorare le capacità condizionali, ottimizzare la composizione corporea e preparare gli atleti ad affrontare impegni ripetuti ad alta intensità.
La revisione sistematica di Mexis et al. (2022) ha analizzato le evidenze disponibili sugli effetti della preparazione precampionato, con un focus sugli adattamenti fisiologici, prestativi e biochimici nei giocatori di basket.
Metodologia della revisione
- Database consultati: PubMed, Scopus, Web of Science.
- Studi inclusi: 17 articoli che rispettavano criteri di qualità metodologica, con partecipanti cestisti maschi e femmine di diversi livelli competitivi.
- Variabili indagate:
- parametri antropometrici e composizione corporea
- prestazioni fisiche (forza, potenza, resistenza, velocità, agilità)
- indicatori fisiologici (VO₂max, soglia anaerobica, frequenza cardiaca)
- biomarcatori ematici e biochimici (enzimi muscolari, marcatori infiammatori, stress ossidativo, ormoni).
Principali risultati
Adattamenti antropometrici e composizione corporea
- La pre-season porta generalmente a riduzione della massa grassa e incremento o mantenimento della massa magra, migliorando la performance e la funzionalità muscolare.
- Cambiamenti positivi nel somatotipo sono stati evidenziati anche in giovani atleti, indicando che i benefici non sono limitati ai professionisti.
Prestazioni fisiche
- Capacità aerobiche: miglioramenti del VO₂max e della soglia anaerobica, fondamentali per sostenere sforzi ripetuti ad alta intensità durante la partita.
- Capacità anaerobiche: incremento della velocità e della potenza nei test di sprint e di salto.
- Forza e potenza: evidenziati miglioramenti nel countermovement jump (CMJ), nei test di sprint 10–30 m e nei test di agilità.
- Agilità e cambi di direzione: benefici consistenti, legati sia all’allenamento tecnico che a quello neuromuscolare.
Indicatori fisiologici
- Frequenza cardiaca a riposo: tendenza alla diminuzione, segnale di miglioramento dell’efficienza cardiovascolare.
- Capacità di recupero: progressivo miglioramento nel rapporto tra frequenza cardiaca durante e dopo l’esercizio, utile per sostenere l’intensità di allenamenti ravvicinati.
Adattamenti biochimici
La parte più ricca della review riguarda le modifiche a livello biochimico:
- Marcatori di danno muscolare (CK – creatinchinasi, LDH – lattato deidrogenasi):
- incremento transitorio nelle prime settimane di carico elevato,
- progressivo adattamento con riduzione dei livelli nonostante volumi allenanti ancora intensi.
- Stress ossidativo: in alcuni studi aumento iniziale dei radicali liberi e prodotti ossidativi, ma con adattamento positivo grazie al potenziamento dei sistemi antiossidanti endogeni.
- Infiammazione: i livelli di citochine pro-infiammatorie (es. IL-6, TNF-α) aumentano nelle prime fasi di carico, ma tendono a stabilizzarsi o ridursi con l’adattamento.
- Profilo ormonale:
- Testosterone: in diversi studi incremento o mantenimento, associato a miglioramento della forza e recupero.
- Cortisolo: aumento iniziale legato allo stress dell’allenamento, ma successiva normalizzazione con adattamento.
- Rapporto T/C: indicatore utile per monitorare lo stato di fatica e recupero degli atleti.
Differenze in base al livello e al sesso
- Gli atleti professionisti mostrano adattamenti più marcati e rapidi rispetto agli amatori o ai giovani, grazie a una maggiore esperienza di allenamento.
- Le giocatrici femminili hanno risposte simili a quelle maschili, ma con alcune differenze legate al profilo ormonale e al metabolismo lipidico, da approfondire con ulteriori ricerche.
Implicazioni pratiche
- Monitoraggio integrato: la revisione sottolinea l’importanza di monitorare non solo le prestazioni sul campo, ma anche i parametri fisiologici e biochimici per valutare il reale stato di adattamento.
- Gestione del carico: l’aumento iniziale di danno muscolare, stress ossidativo e infiammazione deve essere considerato normale, ma va controllato per evitare il rischio di overtraining.
- Personalizzazione: i programmi di pre-season devono essere differenziati in base a età, sesso, livello competitivo e stato di forma iniziale.
- Prevenzione infortuni: gli adattamenti osservati (miglioramento della capacità di recupero, riduzione della massa grassa, rafforzamento neuromuscolare) hanno un ruolo fondamentale nella riduzione del rischio infortuni.
Conclusioni
La revisione di Mexis et al. (2022) conferma che la fase di pre-season nel basket non è solo un periodo di “carico” generale, ma rappresenta un momento di profondo rimodellamento fisiologico e biochimico dell’atleta.
L’allenamento precampionato migliora la composizione corporea, le prestazioni fisiche e induce adattamenti positivi a livello cardiovascolare, muscolare e ormonale, purché il carico sia programmato e monitorato in modo scientifico.
CITATION
Mexis, D.; Nomikos, T.; Kostopoulos, N. Effect of Pre-Season Training on Physiological and Biochemical Indices in Basketball Players—A Systematic Review. Sports 2022, 10, 85. https://doi.org/10.3390/sports10060085
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