In una pubblicazione del 2016, i due autori – Xavi Schelling (sport scientist con esperienza NBA) e Lorena Torres‑Ronda (ricercatrice universitaria) – descrivono un metodo d’allenamento mirato a:
- Aumentare forza e potenza neuromuscolare
- Prevenire infortuni
- Integrare il lavoro in palestra con esercitazioni sul campo
- Coinvolgere l’intero staff (coach tecnico, preparatore fisico, atleti) in un processo sinergico e specifico.
🧠 Contesto e razionale
- Il basket richiede incrementi rapidi (scatti, salto), resistenza fisica, capacità di reggere i contatti e mantenere alte prestazioni, in contesti tattici variabili e cognitivamente impegnativi).
- La performance dipende sia da sistemi aerobici e anaerobici, ma soprattutto da:
- Forza
- Potenza neuromuscolare
- Resistenza alle azioni ad alta intensità
📘 Struttura metodologica
Specificità
- Gli esercizi vengono modulati in base al contesto sport-specifico e alle esigenze del singolo atleta (posizione, storia di infortuni).
- Si definiscono 3 livelli di avvicinamento:
- Palestra: esercizi di base (squat, stacco, press) per la forza.
- Palestra + campo: esercizi esplosivi con carichi o piattaforme pliometriche.
- Campo: esercitazioni integrate (es. salti + scatti + decision making).
Transizione palestra → performance in campo
- L’approccio favorisce un passaggio graduale dalla forza massimale alla potenza applicata nel contesto di gioco (dalla palestra al campo).
- Si costruisce un continuum: dalla forza grezza alla capacità di utilizzo in condizioni reali.
Organizzazione delle sessioni & staff
- Il metodo richiede che allenatore tecnico e preparatore fisico collaborino:
- Nella progettazione delle esercitazioni.
- Nella struttura delle sessioni (palestre e campo sportivo).
- Nelle decisioni sia a livello fisico, che tecnico-tattico e cognitivo.
- Le sedute possono essere strutturate per gruppi o sessioni congiunte, alternando gruppi che lavorano in palestra e in campo, per poi ruotare.
🔧 Esempi di esercitazioni
L’articolo presenta esempi espliciti:
- Palestra: squat su una gamba, deadlift, carichi controllati per forza di base.
- Potenza esplosiva: salti pliometrici, rms (reactive movement series) con atterraggio rapido o contrasti balistici.
- Sul campo: sprint con cambi di direzione in seguito a ricezione passaggio o risposta situazionale con decision making rapido.
🧮 Parametri d’allenamento
- Intensità, volume (set, ripetizioni), tempi di recupero: non standardizzati minuziosamente (rinviano a letteratura specifica), ma:
- In palestra: intensità elevate, recuperi completi per favorire la forza pura.
- Nei contesti misti: intensità moderata–elevata, recuperi meno rigidi, introduzione alla fatica.
- L’obiettivo: adattare la struttura della sessione in funzione del livello di maturità dell’atleta, della stagione e delle esigenze tecniche.
🔁 Ruolo dei gruppi e integrazione
- A differenza di modelli isolati, qui si alternano:
- Gruppo in palestra (focus forza–potenza).
- Gruppo in campo (applicazione pratica).
- I ruoli coach e preparatore restano sinergici, valutando volume–carico e feedback in tempo reale.
- Ciò garantisce che ogni esercizio abbia funzionalità doppia: migliora la condizione fisica e ha risvolti tecnici/tattici specifici.
✅ Vantaggi & criticità
Vantaggi:
- Maggiore trasferimento della forza in potenza funzionale.
- Ottimizzazione del tempo: due obiettivi, fisico + tecnico in un’unica seduta.
- Coinvolgimento integrato dello staff garantisce coerenza e specificità.
Criticità:
- Richiede un piano preciso per monitorare il carico.
- Serve alto livello di collaborazione tra figure professionali.
- Non adatto a coach/preparatori isolati senza supporto tecnico.
🧭 Conclusione
L’articolo propone un modello integrato, progressivo e contestualizzato, in cui:
- Il lavoro di forza in sala pesi si trasferisce alla potenza in campo.
- Coach e preparatore fisico collaborano su esercitazioni che uniscono carico fisico, elemento tecnico/tattico e stimolo cognitivo.
- La squadra può lavorare a rotazione su palestra e campo per ottimizzare efficacia e massimizzare il tempo.
CITATION
Schelling, Xavi PhD; Torres-Ronda, Lorena PhD. An Integrative Approach to Strength and Neuromuscular Power Training for Basketball. Strength and Conditioning Journal 38(3):p 72-80, June 2016. | DOI: 10.1519/SSC.0000000000000219
REFERENCE – ORIGINAL ARTICLE
Di seguito sono riportati spunti di esempio per la costruzione di tabelle di sedute integrate – con formazioni strutturate di forza, potenza e lavoro in campo.
Nell’articolo di Schelling & Torres-Ronda (2016), il principio base è proprio quello di trasferire le qualità fisiche allenate nella parte atletica (forza, potenza, rapidità, resistenza neuromuscolare) in situazioni tecnico-tattiche di gioco.
L’applicazione pratica potrebbe prevedere il lavoro in palestra con squat, salti e core, e svolgere poi la successiva parte con il coach, con l’obiettivo di “rifinire” quegli stimoli, inserendo il pallone e sollecitando le stesse qualità motrici, ma in un contesto decisionale e tecnico.
Esempio di continuità coerente
In questo modo:
- ✅ C’è una linea di continuità tra carico neuromuscolare e gesto tecnico.
- ✅ L’atleta non “scollega” il lavoro fisico dal contesto di gioco.
- ✅ Il coach può enfatizzare letture e timing mentre il corpo è già affaticato (quindi in situazione realistica).
Suggerimenti pratici per il lavoro
- Pianificare le stazioni in coppia, come in un circuito funzionale.
- Utilizzare esercizi basket-oriented: ad esempio, sprint + arresto + passaggio, o rimbalzo + outlet + transizione veloce.
- Sfruttare palle mediche e resistenze leggere anche nel campo, per mantenere continuità meccanica e neuromuscolare.
- Coordinamento staff: coach tecnico e preparatore devono condividere scelte, tempi, feedback, transizioni.
📌 Esempi di blocchi di lavoro integrato
Obiettivo: integrare stimoli di forza, potenza e agilità con il contesto tecnico-decisionale del gioco reale.”
🏋️♂️ BLOCCO 1 – Forza Esplosiva + Closeout e Contatto
🏃♂️ BLOCCO 2 – Velocità e Agilità + Reattività in gioco




