(Re)conceptualizing movement behavior in sport as a problem‑solving activity
Myszka, Yearby e Davids (Frontiers, 26 maggio 2023):
🎯 1. Movimento come soluzione di problemi
Gli autori della pubblicazione sopra citata, propongono di reinterpretare il comportamento motorio nello sport non solo come esecuzione tecnica, ma come attività di problem‐solving: ogni azione atletica è una risposta adattativa a sfide dinamiche e imprevedibili dell’ambiente sportivo .
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Cornice teorica:
Ecological Dynamics
Questa visione è ancorata nella dinamica ecologica, un approccio sistemico che enfatizza le chiavi:
- Percezione–azione: l’atleta percepisce informazioni utili (affordances) e adattano il movimento in tempo reale;
- Cognizione integrata: decisioni e intenzionalità emergono in sinergia con percezione e azione;
- Azioni funzionali: il corpo si riconfigura continuamente per risolvere problemi motori.
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Struttura del processo di problem-solving motorio
Il processo viene descritto in modo integrato:
- Percezione – acquisizione di informazioni rilevanti (es. posizione dei compagni o avversari);
- Cognizione – scelta intenzionale della risposta più funzionale;
- Azione – attivazione concreta del movimento, con continua regolazione dallo stimolo ambientale.
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Attunement – intenzionalità – adattabilità
Attraverso la pratica in situazioni ricche, variabili e impegnative, gli atleti apprendono a diventare:
- Attuned: sintonizzati in modo sensibile sulle informazioni ambientali;
- Intentionali: capaci di scegliere azioni dirette verso un obiettivo;
- Adattabili: pronti a riorganizzare e calibrare continuamente il movimento in risposta a nuove sfide.
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Implicazioni per l’allenamento
Gli autori suggeriscono che l’allenamento dovrebbe focalizzarsi su:
- Problemi di movimento “vivi”: situazioni in allenamento simulano le condizioni imprevedibili reali (es. cambi di ritmo, opposizione attiva);
- Ripetizione senza ripetizione: evitare esercizi stereotipati, preferendo compiti variabili che richiedono esplorazione e adattamento continuo;
- Riorganizzazione dei gradi di libertà: l’atleta impara a riorientare (self-organize) le componenti motorie per risolvere ogni nuovo problema.
✅ Conclusione
L’articolo ridefinisce l’abilità motoria come un processo attivo di problem-solving, guidato da una stretta relazione tra percezione, intenzione e azione. Propone un approccio all’allenamento centrato su compiti autentici, variabili e ricchi di opportunità per affinare la destrezza degli atleti.
CITATION
Myszka S, Yearby T and Davids K (2023) (Re) conceptualizing movement behavior in sport as
a problem-solving activity.
Front. Sports Act. Living 5:1130131. doi: 10.3389/fspor.2023.1130131
REFERENCE – ORIGINAL ARTICLE
Il framework dell’Ecological Dynamics, su cui si basa l’articolo di Myszka et al., rappresenta una delle più influenti cornici teoriche contemporanee nella scienza del movimento e dell’allenamento sportivo. Di seguito una descrizione orientata all’applicazione pratica.
🧠 COS’È L’ECOLOGICAL DYNAMICS?
L’Ecological Dynamics è un approccio integrato alla comprensione del comportamento motorio umano. Nasce dalla fusione tra:
- Ecological Psychology (Gibson, 1979) → il comportamento emerge dall’interazione tra organismo e ambiente attraverso la percezione diretta di affordances.
- Dynamical Systems Theory → il comportamento motorio è il risultato dell’auto-organizzazione di molteplici componenti sotto l’influenza di vincoli (constraints).
🔁 I 3 PILASTRI CHIAVE
Comportamento emergente dai vincoli (constraints)
Il movimento non è “programmato” internamente, ma emerge dall’interazione tra tre categorie di vincoli:
- Vincoli dell’atleta (organismici) → es. capacità fisiche, stanchezza, emozioni, esperienza, morfologia;
- Vincoli dell’ambiente → es. campo, meteo, rumore, pubblico, illuminazione;
- Vincoli del compito → es. regole del gioco, obiettivi, tempo disponibile, posizione degli avversari.
👉 Il ruolo dell’allenatore è modificare i vincoli per facilitare l’apprendimento.
Affordances (opportunità d’azione)
Le affordance sono le possibilità d’azione offerte dall’ambiente e percepite in relazione alle capacità dell’individuo.
- Esempio: una palla vagante è un’opportunità diversa per un playmaker veloce e per un centro lento.
- Gli atleti esperti sono più bravi nel percepire affordances rilevanti in tempo reale.
👉 Allenare significa raffinare la percezione delle affordance, non solo “insegnare schemi”.
Auto-organizzazione e adattamento non-lineare
Il comportamento motorio non segue comandi rigidi, ma si auto-organizza in base ai vincoli.
- Gli schemi motori sono flessibili e adattivi;
- Le prestazioni non migliorano in modo lineare: piccoli cambiamenti possono produrre grandi adattamenti (es. improvvisa comprensione di un movimento dopo settimane di tentativi).
👉 L’apprendimento è un processo non-lineare, basato su variabilità funzionale.
🔬 RICADUTE PRATICHE PER L’ALLENAMENTO
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Design di compiti rappresentativi
Gli esercizi devono riflettere le condizioni reali della partita, affinché le soluzioni trovate siano trasferibili.
- Esempio: un tiro da tre in situazione di “close-out” dinamico è più rappresentativo di un tiro statico da fermo.
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Manipolazione dei vincoli
L’allenatore agisce sui vincoli per promuovere l’emergere di specifiche abilità:
- Ridurre spazio → stimola rapidità decisionale;
- Aggiungere difensori → stimola riconoscimento di affordances utili;
- Limitare il tempo → stimola efficienza percettivo-motoria.
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Variabilità intelligente (repetition without repetition)
L’apprendimento efficace richiede ripetizioni variabili, non automatismi rigidi:
- Varia l’angolo, il ritmo, la pressione difensiva… pur mantenendo l’obiettivo (es. penetrare e scaricare).
📌 IN SINTESI

In particolare:
- Manipolazione dei vincoli (constraints);
- Rappresentatività del compito;
- Variabilità funzionale (ripetizione senza ripetizione);
- Percezione delle affordance.
🟠 1.
1c1 con Vincolo di Spazio Progressivo
Obiettivo: migliorare il riconoscimento dell’affordance di penetrazione o tiro.
Set-up:
- 1c1 dal palleggio da tre posizioni diverse (angolo, ala, top);
- Riduci gradualmente lo spazio disponibile (es. delimitato da coni laterali);
- L’attaccante ha massimo 6 secondi per concludere.
Vincoli manipolati:
- Spazio (vincolo ambientale);
- Tempo (vincolo di compito).
Varianti:
- Con un passaggio d’innesco obbligato da un compagno;
- Il difensore parte leggermente in ritardo o da posizione svantaggiata.
🟠 2.
3c2 + 1 in Transizione (Affordance Training)
Obiettivo: sviluppare la lettura rapida di soluzioni offensive (affordances dinamiche).
Set-up:
- 3 attaccanti contro 2 difensori in campo aperto;
- Un terzo difensore entra in ritardo (es. su chiamata o su un determinato segnale);
- L’attacco deve leggere la nuova affordance e concludere.
Vincoli manipolati:
- Tempo (ritardo del difensore);
- Informazione (imprevedibilità della situazione);
- Compito (obbligo di concludere entro 6” dalla metà campo).
🟠 3.
Tiro con Closeout Variabile
Obiettivo: affinare la capacità di tiro sotto pressione dinamica.
Set-up:
- Il tiratore riceve palla mentre un difensore (closeout) parte da 3-4 posizioni variabili;
- Il tiratore deve decidere se tirare, fintare e attaccare, o scaricare.
Vincoli manipolati:
- Tempo di decisione;
- Tipo di pressione difensiva;
- Obbligo di variare le soluzioni.
🟠 4.
“Vincolo Parziale” su Attaccante o Difensore
Obiettivo: stimolare auto-organizzazione e creatività nel problem-solving motorio.
Set-up:
- In situazione di 2c2 o 3c3, assegna un vincolo all’attaccante (es. solo mano sinistra, non può usare il palleggio, ecc.);
- Oppure al difensore (non può uscire fuori dai 3 metri, non può saltare, ecc.).
Perché funziona:
- Il giocatore esplora nuove soluzioni per risolvere il problema;
- Aumenta l’attunement con le affordance disponibili.
🟠 5.
Gioco a Ruoli Dinamici (Vincolo Cognitivo)
Obiettivo: integrare percezione–intenzione–azione.
Set-up:
- 4c4, ma ogni giocatore ha un ruolo assegnato (“guarda”, “creatore”, “finalizzatore”);
- Dopo ogni possesso, i ruoli cambiano (su segnale sonoro o al primo canestro);
- Incentiva letture rapide e adattabilità cognitiva.
Vincoli manipolati:
- Cognitivi: attenzione selettiva, funzione esecutiva;
- Di compito: obiettivi differenti a seconda del ruolo.
🟢 Suggerimento operativo:
Per ogni esercizio:
- Dai feedback esterni (“Hai letto bene lo spazio?”), non solo tecnici;
- Lascia tempo di esplorazione (non correggere subito);
- Varia una cosa per volta (spazio, tempo, pressione).
🧩 OBIETTIVO DEL MICROCICLO:
Migliorare la capacità dei giocatori di percepire e rispondere in modo efficace ai vincoli imposti dalla difesa (1c1, aiuti, rotazioni, closeout, mismatch).
📆 STRUTTURA SETTIMANALE:
- Giorno 1: Riconoscimento individuale (affordance 1c1)
- Giorno 2: Lettura collettiva (affordance in 2c1 / 3c2 / 3c3)
- Giorno 3: Integrazione in contesto semi-strutturato (5c5 vincolato)
🟠
GIORNO 1: “LETTURE INDIVIDUALI”
Focus: Percezione diretta in situazione 1c1/2c1, auto-organizzazione motoria.

🧠 Feedback coaching: “Cosa ti ha fatto scegliere quella soluzione?” → Rinforza l’intenzionalità.
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GIORNO 2: “LETTURE COLLETTIVE”
Focus: Affordance condivise e scelte co-regolate.

🧠 Focus: Domande sul riconoscimento del tipo di aiuto e risposta collaborativa tra compagni.
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GIORNO 3: “LETTURE IN SITUAZIONE 5c5”
Focus: Integrazione della percezione–intenzione–azione in contesto semi-caotico.

🧠 Coaching suggestion: “Cos’hai visto? Qual era il segnale utile?” → Aiuta ad ancorare l’azione alla percezione.
🔄 VARIANTI E PROGRESSIONE:
- Aumenta la variabilità con stimoli esterni inattesi (es. suono, chiamata, flash visivo);
- Introduci errori desiderabili: situazioni in cui “sbagliare” aiuta a esplorare alternative;
- Includi filmati o video-feedback tra una serie e l’altra per rafforzare la consapevolezza percettiva.
