Modalità di presa del rimbalzo nel basket: considerazioni su uso delle mani, postura e biomeccanica
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Introduzione
Il rimbalzo è uno dei gesti tecnici più determinanti nel basket, capace di cambiare l’inerzia di una partita, alimentare il contropiede o garantire seconde opportunità offensive. Nonostante la sua importanza tattica e fisica, la letteratura scientifica ha raramente approfondito gli aspetti biomeccanici legati alla modalità di presa della palla durante il rimbalzo, in particolare in relazione all’uso di una o due mani e alla postura corporea nel momento dell’intercetto della palla, specialmente nel rimbalzo al tabellone.
Questo articolo intende raccogliere e organizzare quanto è oggi disponibile sul tema, collegando dati da studi esistenti, principi tecnici e deduzioni biomeccaniche, al fine di chiarire le implicazioni dell’utilizzo degli arti superiori e della postura nell’esecuzione efficace e sicura del rimbalzo.
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Inquadramento tecnico del gesto del rimbalzo
Il rimbalzo è l’azione con cui un giocatore conquista il possesso della palla dopo un tiro sbagliato. Può avvenire dopo un rimbalzo a terra, un rimbalzo diretto dalla struttura del canestro o una deviazione da parte di un altro giocatore. Le tipologie principali sono:
- Rimbalzo difensivo: recupero dopo un tiro dell’avversario.
- Rimbalzo offensivo: recupero dopo un proprio tiro sbagliato.
- Rimbalzo “al tabellone”: situazione in cui la palla rimbalza direttamente dal vetro o ferro prima di essere afferrata.
Le variabili biomeccaniche coinvolte sono molteplici: salto, traiettoria della palla, lettura visiva, tempismo, e – oggetto di questo articolo – modalità di presa e postura.
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Uso di una mano vs due mani: aspetti tecnici e biomeccanici
3.1. Vantaggi della presa a due mani
L’insegnamento tradizionale nei settori giovanili e professionali privilegia l’uso di entrambe le mani per afferrare la palla, per ragioni ben fondate:
- Maggiore controllo meccanico: due mani consentono una distribuzione simmetrica delle forze, riducendo il rischio che la palla sfugga.
- Stabilità nel contatto: in situazioni di contrasto con avversari, la presa bimanuale è più robusta.
- Equilibrio corporeo: il coinvolgimento bilaterale delle braccia favorisce una distribuzione più omogenea dei carichi toracici e facilita l’atterraggio in sicurezza.
Alcune evidenze biomeccaniche indirette (come quelle emerse dallo studio di Wang et al., 2025) suggeriscono che le modalità monolaterali di reaching (raggiungimento della palla) aumentano il rischio di momenti di abduzione anomali al ginocchio e rigidità articolare – fattori di rischio per infortuni agli arti inferiori.
3.2. Situazioni in cui si usa una sola mano
Nonostante i vantaggi della presa a due mani, l’uso della mano singola non è raro in partita. Le condizioni che favoriscono questa scelta includono:
- Rimbalzo rapido o ravvicinato: quando la palla si trova in una traiettoria molto vicina al corpo o in una finestra temporale stretta.
- Spazio limitato: in presenza di avversari che impediscono di aprire le braccia completamente.
- Reazione istintiva: situazioni in cui la mano dominante è l’unica immediatamente disponibile.
In questi casi, la mano dominante agisce come “ancora”, con l’obiettivo di trattenere la palla per poi eventualmente consolidarne il controllo con la seconda mano.
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Postura, equilibrio e dinamiche corporee
4.1. Posizionamento a terra
Una base solida a livello dei piedi è essenziale per:
- Preparare un salto verticale efficace.
- Assorbire l’impatto dell’atterraggio.
- Evitare collisioni sbilancianti con altri giocatori.
Il giocatore deve mantenere:
- Ginocchia piegate, pronte a esplodere nel salto o ad ammortizzare il rientro.
- Piedi larghi quanto le spalle, per garantire stabilità laterale.
- Bacino neutro e tronco leggermente inclinato in avanti per facilitare la proiezione.
4.2. Coordinazione occhio-mano
Il tempismo tra visione, salto e presa è fondamentale. L’atleta deve anticipare la traiettoria della palla prima che rimbalzi sul tabellone o sul ferro, per poter attivare correttamente la catena muscolare della presa e del salto.
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Rischi, efficienza e implicazioni per l’allenamento
L’uso prevalente di una sola mano nel rimbalzo può aumentare il rischio di:
- Perdita di controllo della palla, soprattutto in presenza di rimbalzi “sporchi” o contestati.
- Lesioni a spalla e polso per sovraccarico asimmetrico.
- Squilibri posturali che rendono pericoloso l’atterraggio.
Per questi motivi, l’allenamento dovrebbe:
- Favorire la presa bilaterale nei fondamentali di base.
- Allenare anche la capacità monolaterale, in contesti dinamici, per preparare l’atleta alle situazioni di gioco reale.
- Integrare esercizi propriocettivi per il controllo in volo e durante l’atterraggio.
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Considerazioni dalla letteratura scientifica
Benché manchino studi diretti sul confronto quantitativo tra presa monolaterale e bilaterale nel rimbalzo al tabellone, la letteratura offre spunti interessanti:
- Propriocezione bimanuale: studi in ambito neurofisiologico suggeriscono che il sistema nervoso non “sommi” in modo perfetto le informazioni da entrambe le mani, ma privilegi quella con maggiore affidabilità sensoriale. Ciò implica che anche nel gesto con due mani, una può “guidare” il movimento (Wong et al., 2013).
- Raccomandazioni tecniche: documenti didattici e manuali enfatizzano la presa con due mani per la sua affidabilità in partita (per maggiori dettagli, vedere in fondo all’articolo).
- Rimbalzo e rischio di infortunio: evidenze da studi sull’atterraggio e movimenti in aria mostrano che i gesti bilaterali riducono i carichi asimmetrici sul ginocchio, diminuendo il rischio di lesioni.
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Conclusioni e prospettive future
Il rimbalzo è un gesto tanto semplice in apparenza quanto complesso nei dettagli tecnici e biomeccanici. L’uso di entrambe le mani per afferrare la palla risulta, alla luce delle conoscenze attuali, preferibile nella maggior parte dei casi per ragioni di sicurezza, stabilità e controllo.
Tuttavia, il gioco reale impone spesso soluzioni istintive e non ideali. Allenare anche la presa monolaterale – senza rinunciare a educare posture corrette, coordinazione e atterraggi sicuri – rappresenta un equilibrio necessario.
Infine, resta un evidente vuoto nella ricerca sperimentale su questo specifico aspetto del gioco. La creazione di studi futuri che analizzino quantitativamente la differenza tra presa monolaterale e bilaterale nei rimbalzi al tabellone, con strumenti di motion capture e sensori di forza, potrebbe arricchire notevolmente sia la teoria che la pratica del basket.
📚 Riferimenti bibliografici
Wang T, Kim Y, Zhao Z, Li B, Kim S. Evaluation of Leg Joint Injury Risk Following Aerial Basketball Catching Movements. J Appl Biomech. 2025 Mar 14;41(3):215-222. doi: 10.1123/jab.2024-0241. PMID: 40088900.
Wong JD, Wilson ET, Kistemaker DA, Gribble PL. Bimanual proprioception: are two hands better than one? J Neurophysiol. 2014 Mar;111(6):1362-8. doi: 10.1152/jn.00537.2013. Epub 2013 Dec 31. PMID: 24381030; PMCID: PMC4250236
Manuale WABC / FIBA, Level‑1, “Basic catching”
Nella sezione “Fundamentals of Catching”, il manuale insegna che i giocatori “should first be instructed to catch the ball with two hands” (mani distese verso l’alto o posizionate in modo che le palme siano rivolte verso la palla, ecc.).
Basketball England Coach Manual, Level Two
Contiene esercizi che includono “two hand bounce” e “overhead throw and catch” con due mani.
Youth Development Guidebook USA Basketball
Nel “Points of Emphasis” di esercizi standard, si dice “Catch with two hands.”
Testi didattici / Skills & Drills
I testi “Basketball Skills & Drills” contengono frasi tipo “Two‑handed basketball is a good habit to develop in players. They should always catch the ball with both hands.”
Coaching Youth Basketball (2012)
Anche questo manuale didattico descrive la tecnica di ricezione (“catching a pass”) raccomandando l’uso di due mani quando possibile, con target accurato, “W” con le mani, pollici vicini, ecc.
