Effects of Self-Myofascial Release on Athletes’ Physical Performance

Nella review dal titolo “Effects of Self-Myofascial Release on Athletes’ Physical Performance: A Systematic Review” di Luis Manuel Martinez-Aranda e colleghi, si esaminano gli effetti dell’automassaggio miofasciale (Self-Myofascial Release, SMR) su aspetti fondamentali della performance fisica, basandosi su una revisione di 25 studi che hanno coinvolto 517 atleti.

Di seguito viene riportata una sintesi degli elementi cardine descritti nella review

1. Flessibilità e Range di Movimento (ROM):

  • Miglioramenti significativi:
    • Lo SMR porta a un aumento immediato della flessibilità e del ROM in varie articolazioni.
    • Questo effetto è particolarmente utile durante i riscaldamenti, poiché consente agli atleti di migliorare la mobilità senza compromettere la forza o la potenza muscolare.
  • Meccanismi coinvolti:
    • L’effetto positivo è attribuito a un rilassamento del tessuto miofasciale e a una diminuzione della rigidità muscolare, favorendo una maggiore escursione articolare.

2. Recupero e Dolore Muscolare:

  • Recupero percepito:
    • Lo SMR migliora significativamente la percezione di recupero, rendendolo una scelta ideale nel post-allenamento.
  • Riduzione del dolore muscolare (DOMS):
    • Gli atleti che utilizzano lo SMR riportano una riduzione del dolore muscolare a insorgenza ritardata. Questo beneficio è particolarmente importante dopo esercizi intensi o allenamenti che comportano contrazioni eccentriche.
  • Benefici fisiologici:
    • Lo SMR migliora il flusso sanguigno locale, il che contribuisce a rimuovere metaboliti e a promuovere una rigenerazione muscolare più rapida.

3. Effetti sulla Performance:

  • Movimenti esplosivi e agilità:
    • Lo SMR mostra benefici per azioni di breve durata ad alta velocità, come sprint o cambi di direzione, senza influenzare negativamente le performance massimali di forza e potenza.
  • Prestazioni durante gli allenamenti:
    • Gli effetti dello SMR si estendono anche al miglioramento della percezione di fatica, il che può consentire agli atleti di affrontare carichi di lavoro più elevati o sessioni di allenamento più lunghe.
  • Neutralità per forza e potenza:
    • Non si osservano diminuzioni delle performance massimali (es. salti, sollevamenti pesanti), rendendo lo SMR adatto sia al pre-allenamento che al post-allenamento.

4. Metodologia di Applicazione:

  • Varietà delle applicazioni:
    • Gli studi analizzati mostrano una grande eterogeneità nelle modalità di utilizzo dello SMR, incluse:
      • Durata: da pochi secondi fino a diversi minuti per gruppo muscolare.
      • Intensità: utilizzo di diversi livelli di pressione, spesso tramite foam roller o rulli massaggianti.
    • La mancanza di protocolli standardizzati rende difficile trarre conclusioni definitive sul metodo migliore.
  • Zone target:
    • I muscoli più frequentemente trattati includono quadricipiti, ischiocrurali, polpacci e fascia plantare.
  • Durata ottimale:
    • Sebbene i benefici si osservino anche con sessioni brevi (30-60 secondi), sessioni più lunghe possono amplificare gli effetti sul ROM, ma potrebbero non aggiungere benefici significativi in termini di prestazioni.

Conclusioni:

Lo SMR rappresenta una tecnica versatile e sicura per migliorare flessibilità e ROM, ridurre il DOMS e supportare il recupero senza influenzare negativamente la performance muscolare. Tuttavia, data la variabilità dei protocolli, sono necessari ulteriori studi per ottimizzare le modalità di applicazione.

REFERENCE – ORIGINAL ARTICLE

The Effects of Self-Myofascial Release on Athletes’ Physical Performance: A Systematic Review

Luis Manuel Martínez-Aranda

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