Introduzione
Per decenni il muscolo scheletrico è stato considerato principalmente un tessuto contrattile, responsabile del movimento volontario. Tuttavia, ricerche degli ultimi 20 anni hanno rivoluzionato questa visione: il muscolo è oggi riconosciuto come un organo endocrino attivo, in grado di sintetizzare e secernere una classe di molecole note come miotrasmettitori o miochine. Questi mediatori biochimici modulano processi sistemici come il metabolismo energetico, l’infiammazione e la comunicazione inter-organo, con implicazioni profonde per la salute metabolica, la risposta all’allenamento e la performance atletica.
1) Cosa sono le miochine
Le miochine sono proteine e peptidi rilasciati dal muscolo scheletrico in risposta alla contrazione. Funzionano come fattori endocrini, paracrini e autocrini, influenzando non solo il tessuto muscolare stesso ma anche organi distanti come il fegato, il tessuto adiposo, l’osso e il sistema immunitario.
Esempi di miochine e principali funzioni
Queste molecole sono prodotte in risposta all’attivazione muscolare e modulano l’equilibrio energetico, l’infiammazione sistemica e la sensibilità all’insulina.
2) Muscolo ed effettori sistemici: cross-talk endocrino
Il concetto di “cross-talk” endocrino implica che il muscolo non agisce in isolamento ma comunica con altri tessuti per coordinare la risposta metabolica complessiva.

Figura 1. Il muscolo scheletrico come organo endocrino
Durante l’esercizio fisico il muscolo non svolge solo una funzione meccanica, ma si comporta come un vero e proprio organo endocrino. La contrazione muscolare stimola infatti il rilascio di miochine — molecole segnale che entrano nel circolo sanguigno e comunicano con altri organi.
Queste sostanze influenzano il metabolismo del glucosio e dei lipidi, modulano l’infiammazione sistemica e partecipano alla regolazione della salute metabolica complessiva. Il muscolo dialoga così con tessuto adiposo, fegato, osso e cervello, contribuendo all’equilibrio tra produzione di energia, risposta immunitaria e adattamenti all’allenamento.
È importante sottolineare che il contesto fa la differenza: alcune molecole, come l’IL-6, hanno effetti benefici quando rilasciate in modo acuto durante l’esercizio, mentre possono assumere un significato diverso se cronicamente elevate in condizioni di sedentarietà o eccesso adiposo.
In questa prospettiva, mantenere una buona massa muscolare e un’attività fisica regolare non significa solo migliorare la performance, ma sostenere un sistema di regolazione endocrina che contribuisce alla salute a lungo termine.
Muscolo ↔ Adiposo
La secrezione di miochine come IL-6 e irisina aumenta l’ossidazione dei grassi e modula l’attività del tessuto adiposo, promuovendo potenzialmente una maggiore sensibilità insulinica e diminuzione della resistenza metabolica.
Muscolo ↔ Osso
Le miochine influenzano anche la funzione ossea: ad esempio, alcune miochine intervengono nella regolazione del turnover osseo, indicando una stretta interconnessione nel controllo metabolico tra muscolo e scheletro.
Muscolo ↔ Microbiota
Ricerche emergenti suggeriscono che le miochine possono modulare la composizione del microbiota intestinale, aggiungendo un ulteriore livello di regolazione immunometabolica.
3) Miochine e infiammazione sistemica
L’infiammazione cronica di basso grado è un fattore di rischio per diverse condizioni metaboliche (obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2). Contrariamente a citochine pro-infiammatorie derivate dal tessuto adiposo, le miochine rilasciate durante l’esercizio tendono ad avere effetti anti-infiammatori.
IL-6: un caso paradigmatico
L’IL-6 è prodotta in abbondanza durante l’esercizio fisico e favorisce la mobilizzazione dei substrati energetici. Diverse evidenze mostrano che l’aumento di IL-6 post-allenamento è associato a una riduzione netta dell’infiammazione sistemica, in parte attraverso l’induzione di fattori anti-infiammatori come IL-10.
Questa dinamica differisce nettamente dalla IL-6 cronica associata all’adiposità, evidenziando come la fonte di produzione e il contesto fisiologico modulino il ruolo della stessa molecola.
4) Implicazioni pratiche per la performance e la salute metabolica
Sensibilità insulinica
L’attività fisica regolare, soprattutto combinando esercizi di resistenza e aerobici, è associata a miglioramenti nella sensibilità insulinica. Le miochine come IL-6 e IL-15 sembrano mediatori chiave, facilitando l’uptake di glucosio nei tessuti attivi.
Composizione corporea
L’aumento di massa muscolare promuove un profilo miochinico più favorevole, potenzialmente riducendo l’accumulo di grasso ectopico e stress ossidativo cronico.
Infiammazione e recupero
Le miochine esercitano effetti sistemici anti-infiammatori che possono contribuire a un recupero più efficiente tra le sedute di allenamento, con un possibile impatto sulla performance nel lungo periodo.
5) Cosa ci dicono gli studi clinici
Studi clinici in popolazioni con diabete di tipo 2 e obesità dimostrano che interventi di esercizio regolare aumentano la concentrazione di miochine benefiche e migliorano i profili metabolico-infiammatori. Questi risultati supportano fortemente l’ipotesi che le miochine siano non solo un biomarcatore di attività fisica ma anche un mediatori attivi delle risposte salutistiche all’esercizio.
Conclusioni
La crescente letteratura scientifica conferma che il muscolo scheletrico è molto più di un semplice effettore meccanico: è un organo endocrino complesso, che attraverso le miochine:
✔ modula l’equilibrio energetico
✔ regola l’infiammazione sistemica
✔ dialoga con altri tessuti in un network endocrino
✔ contribuisce alla salute metabolica e alla risposta all’allenamento
Per atleti, trainer, fisiologi e appassionati, comprendere questa dimensione endocrina del muscolo permette di ottimizzare l’allenamento, migliorare la salute metabolica e ridurre l’infiammazione cronica — tutte componenti critiche per performance sostenibile e prevenzione delle malattie metaboliche.
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